![]() |
|
|
#1 |
|
Registered User
Join Date: 10 2000
Location: padova
![]() |
ancora sul derby
un paio di spunti
È più imbarazzante vincere il derby con un tiro e mezzo in 90’ o perderlo contro un avversario senza idee né forza? I tifosi di Milan e Inter si palleggiano l’interrogativo con stati d’animo differenti ma con eguali dubbi. E una certezza comune: quella di aver assistito ad una delle più modeste edizioni della sfida cittadina. Ancelotti incornicia il suo febbraio d’oro: una perla, Manchester, e una serie di colpi di fortuna da Guinness da primato. Ma nessuno può vergognarsi della buona sorte, tanto più se supportata, quando serve, dall’armamentario che conosciamo. Se il Milan vince con il fantasma di Kakà, la controfigura di Rui Costa, la brutta copia di Crespo e via elencando, Capello e la Juve devono moltiplicare le preoccupazioni. E Mancini deve nuotare nei mea culpa. Una velenosa coda d’inverno ha trasformato San Siro in un congelatore di buone intenzioni calcistiche. La pesantezza della campagna di Champions ha fatto il resto. Il primo tempo del derby è stato un inno alla gelida impotenza. Un tiro di Rui in avvio, una staffilata di Veron respinta da Dida alla fine. E stop. La ripresa non ha aggiunto quasi nulla: un record. Se qualcuno si chiede che cosa significhi una stagione con 20 squadre in campionato, può rivedersi la cassetta di questo derby. Il gioco del Milan è come un gas letale inodore e insapore: quando si sprigiona sull’erba di San Siro, pochi avversari se ne allarmano. Non sentono puzza di bruciato in quella rete di passaggi apparentemente inutili, spesso orizzontali. Invece quella mistura di tocchetti e appoggi è letale. Nemmeno Sir Alex Ferguson, nonostante decenni di grandissimo calcio, conosceva l’antidoto. Ma c’è un dato grottesco: a volte quest’oppio addormenta il Milan stesso, com’è accaduto in questa occasione. L’Inter, incredibile, non è riuscita ad approfittarne. Doveva essere una delle partite-chiave della stagione. Quella dell’orgoglio, della voglia di dimostrare di non essere inferiori. Tutto qui lo spirito nerazzurro? Se Berlusconi se n’è andato da San Siro insoddisfatto dello spettacolo, chissà che cosa passa per la testa di Moratti che ha visto diabolicamente perdere l’imbattibilità dei suoi davanti ai rossoneri. Dal suo punto di vista, un classico dell’horror. Uno 0-0 scritto: questo aveva detto il campo. Nel senso che zero s’era visto da una parte e zero aveva risposto l’altra. Ma nell’ultimo quarto d’ora era concentrato il «vero» derby, visto che in questo parziale le due formazioni sono solite scatenare autentiche scosse sismiche: il Milan ha fatto risultato 9 volte su 10, l’Inter 11 su 14. Petacchi contro Cipollini. Lo sprint, allo scoccare del 29’, era di Kakà. Per il calcio, si prega di ripassare. Il derby l’ha vinto la squadra che ha commesso meno errori e che alla fine,proprio per questo, l’ha meritato: il calcio non è la ginnastica dove c’è una giuria che decide chi merita di vincere o di perdere. Il Milan ha messo in campo una difesa molto attenta e concentrata in ogni suo movimento, cosa che non è riuscita all’Inter. I gol che l’Inter prende non sono casuali, ma il frutto di un tasso di broccaggine abbastanza elevato in qualche suo elemento: una volta c’è Toldo che esce male, come mercoledì scorso contro il Porto e un’altra volta c’è Emre che su azione seguente a un calcio d’angolo non sale e tiene in gioco Kakà. Sono errori pagati moltissimo, ma sono errori che Juve e Milan fanno più raramente: la differenza tra le prime e l’Inter sta proprio nel maggior numero di errori che i nerazzurri commettono. Fortuna da parte del Milan? La fortuna, se proprio la si vuol tirare in ballo, è una componente della bravura, tanto è vero che Napoleone sceglieva i generali più fortunati, o comunque meno sfigati. L’Inter, al contrario, si affida ancora in maniera sin troppo rilevante a quelli che nel loro “dna” la sfortuna non riescono a rimuoverla dal 5 maggio 2002: nel derby c’erano in campo ben sei reduci (troppi) di quella partita che per i nerazzurri costituisce uno spartiacque. Nel Milan la difesa è stata impeccabile in Maldini e Cafù e quando Dida è stato chiamato in causa ha risposto con grande autorevolezza. Nell’Inter si è visto un Mihailovich rigoroso, un Cordoba incapace di giocare un solo pallone, tanta buona volontà. L’Inter ha cercato di alzare il ritmo, ma Stankovic e Veron hanno ignorato troppo ogni geometria affidandosi, il primo al puro dinamismo, il secondo a giocate di prima in profondità troppo sbagliate nell’esecuzione più che nell’ideazione. Veron doveva creare gioco, ha creato confusione con velleitari tentativi fatti più per compiacere se stesso (e quelli del Milan) che per mettere in azione i propri compagni. L’anarchico Stankovic e il narciso Veron hanno tolto all’Inter ogni possibilità di svolgere un gioco accettabile sul piano geometrico, peccato mortale per centrocampisti. Vieri e Martins sono stati costretti a muoversi con troppa frenesia, quasi mai assistiti dai centrocampisti incapaci di accompagnare l’azione che avevano appena iniziato. Ci fossero stati altri attaccanti in campo nulla sarebbe cambiato. Il Milan in mezzo al campo ha avuto un Gattuso diligente e preciso, un Rui Costa un po’ svagato, un Seedorf massaggiatore di palloni e un Kakà sottotono, ma per controbattere gli attacchi dell’Inter è bastata la difesa. Un risultato fondamentale per il Milan che si tiene agganciato alla Juve, la cui vittoria sul Siena era sin troppo prevedibile. Sabato prossimo potrebbe esserci la svolta decisiva visto che i bianconeri giocheranno a Roma. Sino alla fine del girone d’andata la Juve giocava male e otteneva buoni risultati, adesso il Milan sta facendo lo stesso. Il derby di domenica sera (come mercoledì a Manchester e la domenica prima con il Cagliari) ha detto al Milan che per aver fortuna è fondamentale cercarla, cosa che l’Inter deve ancora imparare a fare. Certo che Emre, entrato proprio al calcio d’angolo dal quale è venuto fuori il gol di Kakà e rimasto immobile quando i compagni hanno cercato, come si fa sempre in occasioni del genere, di mettere gli avversari fuori gioco, ha battuto un record mondiale dimenticando in un secondo tutto quel che un giocatore non deve fare in occasioni del genere. Agli effetti pratici per l’Inter il derby (a parte la lezione del 5 maggio che prima o poi dovrà imparare) ha detto poco: ad agosto gli obiettivi erano due, a fine febbraio tali restano. Sul piano morale questa prima sconfitta deve essere subito smaltita, altrimenti da oggi al 15 marzo, giorno della partita di ritorno con il Porto, rischia di vivere una lunga agonia.
__________________
http://img369.imageshack.us/img369/3487/milan600ks4.jpg Last edited by ginoformaggino; 01-03-2005 at 09:03. |
|
|
|
|
|
#2 |
|
Moderator
Join Date: 09 2002
Location: Summerland, US
Fave Players: Paolo Maldini-Franco Baresi-Billy Costacurta
![]() |
ciao Gino
![]() its funny how when Juve wins by close margin they are "clinical", and when we do it, we are "fortunate" ![]() anyway, great reading!....even if with my basic Italian I only understood half of it ...thanx !!!FORZA MILAN!!! ![]()
__________________
!!!FORZA MAGICO MILAN!!! ![]() !!!VIVA EL BOLIVAR CARAJO!!! ![]() Serie A Prediction League 2002/2003 Champion ![]() Serie A Prediction League 2003/2004 Champion
|
|
|
|